Buongiorno e ben ritrovati!
Accomodiamoci (virtualmente) intorno alla mia tavola!
Dall’armadio è tornato sul divano il plaid che mi terrà compagnia fino a primavera inoltrata. Segno che siamo entrati nella stagione del tepore di casa e di quei piccoli rituali che mi regalano benessere. Un libro o un film in TV, una tisana fumante e di tanto in tanto qualcosa di buono da sgranocchiare.
Per esempio, quei biscotti che preparo puntualmente quando il forno di casa mia torna alla sua piena attività. Biscotti da accompagnare a un vino dolce o a un punch caldo: semplici cantucci, tarallucci all’olio e vino oppure quelli di pasta “matta” con un velo di marmellata all’interno.
Sono sicura di avervi ho fatto venire voglia di mettere le mani in pasta, vero?
Vi lascio la ricetta dei miei tarallucci. Si conservano bene per diverso tempo, purché riposti in un contenitore ben chiuso. Ecco perché la dose che preparo è sempre maxi!
Tarallucci all’olio e vino
Ingredienti
400 g circa di farina 0
150 ml di olio extravergine d’oliva
150 ml di vino bianco secco
10 g di lievito in polvere per torte salate
1 cucchiaino di sale
50 g di zucchero di canna
Metto la farina setacciata con il lievito in una ciotola, aggiungo il vino, l’olio e il sale. Mescolo e lavoro brevemente, giusto il tempo di ottenere un impasto molto morbido.
Intanto, scaldo il forno a 180 °C.
Divido l’impasto in più parti e ne allungo una alla volta, formando dei cilindri lunghi e sottili. Li taglio in segmenti di circa 10 cm e ne chiudo le estremità, formando delle ciambelline. Passo ciascuna ciambellina nello zucchero, disposto in una ciotola, e le allineo in una teglia foderata con carta da forno.
Cuocio per circa 15 minuti, o fino a quando i tarallucci saranno dorati.
Tradizionalmente si preparano senza lievito; c’è anche chi aggiunge dello zucchero. Io li preferisco così, meno dolci e più friabili.
Ed eccoci al menu di questo mese, che ho pensato vegetariano.
Il cambio di stagione si avverte soprattutto davanti ai banchi della frutta e della verdura. Non viene spontaneo lasciarsi guidare da ciò che Madre Natura ci offre in questo periodo?
Certo, troviamo sempre zucchine, peperoni, melanzane e pomodori. Ormai siamo abituati a vederli tutto l’anno, complice la facilità con cui si conservano e si preparano, oltre al loro indiscusso gradimento. Ma, arrivati a questo punto dell’anno, mi domando che senso abbia acquistare pomodorini a 8, 10 o persino 12 euro al chilo.
Mi colpisce sentire tante lamentele per il rincaro dei prezzi e vedere, puntualmente, confezioni di pomodorini da 250 o 300 grammi nel carrello della spesa. Se dobbiamo preparare un sugo, non sarebbe forse più conveniente ricorrere ai pomodorini in conserva? E non sarà il momento di sostituire mozzarella e pomodoro, piatto estivo per eccellenza?
Naturalmente, ognuno è libero di scegliere come e dove fare la spesa. Credo, però, che fermarsi a riflettere su ciò che porteremo in tavola e organizzare i pasti sia indispensabile, soprattutto considerando quanto lievita, di mese in mese, il conto della spesa alimentare.
Altra riflessione: sappiamo bene quanto il settore agricolo sia messo a dura prova, stretto tra i costi di produzione e quelli dei trasporti (per non parlare della mancanza di personale!). Se possiamo, cerchiamo di privilegiare prodotti locali e sostenere i contadini del territorio. A volte è solo questione di… pigrizia!
Ehhh… lo so, mi sono allungata - sorry! - ma l’argomento mi sta molto a cuore.
Passiamo al menu del mese: ho pensato a un piatto forte, perfetto per la stagione: una polenta con cime di rapa e fagioli.
La polenta richiede tempo, vero. Ma a me piace proprio la gestualità che accompagna la preparazione: invita a rallentare, mescolando di tanto in tanto, senza fretta. Ovviamente, non fa parte della mia quotidianità, ma quando decido di preparla tiro subito fuori dall’armadio il paiolo di rame che regala anche quella crosticina che la rende ancora più buona (per la pulizia, lasciatela a bagno una notte, e vedrete si staccherà con gran facilità!).
Naturalmente, si può ricorrere anche a quella precotta, pronta in pochi minuti.
Polenta con cime di rapa e fagioli
Ingredienti
250 g di farina di mais integrale
600 g di cime di rapa
400 g di fagioli bianchi tondi, già cotti
2 spicchi d’aglio
Peperoncino piccante, se gradito
Olio extravergine d’oliva
Sale
Comincio mondando le cime di rapa: dai 600 g iniziali ricavo circa 300 g di parti tenere, che lavo accuratamente.
Porto a ebollizione una quantità sufficiente di acqua salata e vi sbollento le verdure per 3 minuti.
Le scolo, conservando l’acqua di cottura. Ne verso un litro in un paiolo di rame, oppure in una pentola dal fondo pesante. Quando l’acqua è quasi a ebollizione, aggiungo la farina di mais, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Unisco anche un cucchiaio d’olio, abbasso la fiamma e cuocio per circa 45 minuti, mescolando spesso.
A questo punto aggiungo i fagioli già cotti e le cime di rapa sbollentate. Proseguo la cottura per altri 8 minuti, così che tutti gli ingredienti possano insaporirsi bene.
Intanto, in un pentolino, scaldo 5 cucchiai d’olio con gli spicchi d’aglio sbucciati e il peperoncino.
Distribuisco la polenta nei piatti e la condisco con l’olio aromatizzato.
A questo condimento di aglio, olio e peperoncino si può aggiungere del peperone dolce secco. Per chi non segue un’alimentazione strettamente vegetariana, ci sono anche altre possibilità: qualche dadino di guanciale, lasciato rosolare a fuoco molto basso, oppure alcune alici sott’olio. Una volta, avendo ricevuto in dono della ’nduja calabrese l’ho aggiunta sulla polenta. Che ve lo dico a fare? Una bontà!
E se volessimo fare questa polenta senza fagioli? Possiamo scegliere zucca e funghi, cotti separatamente. A fine cottura della polenta, aggiungerei del formaggio morbido.
Dopo un piatto così ricco, mi piace portare in tavola qualcosa di più semplice, che esalti i sapori della stagione. Penso a una teglia di verdure e frutta cotte insieme in forno.
Zucca, carote, cavoletti, mele, pere e topinambur: ingredienti diversi per consistenza e sapore, che durante la cottura si incontrano e si completano.
Basta poco per condirli: olio extravergine d’oliva, sale, pepe e qualche erba aromatica. E, se piace, qualche fiocchetto di burro per “arrotondare il gusto”. Una preparazione che si può adattare facilmente a ciò che abbiamo in casa.
Verdure e frutta al forno
Ingredienti
300 g di zucca, privata della buccia e tagliata a pezzi
2-3 carote con il ciuffo, pelate e tagliate a metà
100 g di cavoletti di Bruxelles, sbollentati per 2 minuti in acqua bollente salata
300 g di mele campanine o mele annurche, tagliate a spicchi
300 g di pere Abate o pere Coscia, tagliate a spicchi
300 g di topinambur, pelati e tagliati a fette
200 g di scalogni, pelati
Rosmarino, salvia, timo, mirto
1 cucchiaio di bacche di ginepro
Olio extravergine d’oliva
Burro, a piacere
Sale e pepe
Gherigli di noci
Scaldo il forno a 200 °C.
Dispongo le verdure e la frutta in una teglia, le condisco con 5-6 cucchiai d’olio e aggiungo sale, pepe, ginepro, ed erbe aromatiche tritate.
Completo con qualche noce di burro, e inforno per 20 minuti. Controllo la cottura, mescolo di tanto in tanto, se necessario alzo la temperatura di 20 gradi e proseguo per altri 15 minuti, fino a quando gli ingredienti saranno morbidi e leggermente dorati.
Servo le verdure e la frutta cosparse di gherigli di noci.
Se la quantità è abbondante, è preferibile suddividere le verdure in due teglie, così da favorire una cottura uniforme.
What else?
Del formaggio, naturalmente. Ne sceglierei almeno due: uno morbido e delicato, l’altro più stagionato e deciso, per accontentare tutti.
Infine, qualcosa di dolce, da accompagnare a un calice di vino dolce. Potrebbero bastare i biscottini preparati all’inizio, ma se vogliamo completare il menu con un dolce al cucchiaio (come le buone regole ci suggeriscono) possiamo scegliere uno zabaione, una crème caramel oppure il lattacciolo, un dolce al cucchiaio simile alla crème caramel, diffuso soprattutto nell’Italia centro-meridionale.
Lattacciolo
Ingredienti
500 ml di latte
5 uova
300 g di zucchero
1 cucchiaino di miele d’acacia
La scorza di un limone
Scaldo il forno a 150 °C.
Per prima cosa, metto il latte sul fuoco con la scorza di limone. Spengo prima che raggiunga l’ebollizione e lascio che il profumo del limone si diffonda nel latte caldo.
In una ciotola sbatto le uova intere con 100 g di zucchero, utilizzando le fruste elettriche, fino a ottenere un composto spumoso. Non occorre montarle come per un pan di Spagna: devono soltanto diventare chiare e ben amalgamate. Diluisco poi il composto con il latte caldo.
Preparo il caramello mettendo in un pentolino lo zucchero rimanente, 60 ml d’acqua e il miele. Copro con un coperchio e porto a ebollizione. Dopo 3 minuti tolgo il coperchio e lascio cuocere senza mescolare, fino a quando lo zucchero assume un bel colore ambrato.
Verso il caramello nello stampo scelto: uno stampo a ciambella se preparo una dose doppia oppure, come in questo caso, una tortiera da 16-18 cm.
Aggiungo il composto di uova e latte.
Scaldo circa 2 litri d’acqua. Dispongo un canovaccio in una teglia dai bordi alti e vi appoggio lo stampo. Verso l’acqua calda nella teglia, intorno allo stampo, facendo attenzione a non scottarmi: il dolce cuocerà a bagnomaria.
Metto in forno e cuocio per circa un’ora. Se l’acqua comincia a bollire, abbasso la temperatura del forno.
La crema è cotta quando, infilando uno spiedino al centro, questo ne esce pulito.
Lascio raffreddare il lattacciolo e lo trasferisco in frigorifero fino al momento di servirlo. Poco prima di portarlo in tavola, lo capovolgo delicatamente sul piatto da portata, lasciando che il caramello scenda sulla superficie.
E come apparecchiamo?
Lasciamoci ispirare dai colori intorno a noi, da ciò che offre la Natura.
Per accompagnare questo menu vegetariano mi piace immaginare una tavola informale, con una tovaglia a quadri o tartan e piatti di ceramica. Niente di troppo costruito ma colori, materiali e piccoli dettagli che raccontino la stagione.
L’uva, la melagrana, le prime mele.
Pochi fiori. In questo momento prediligo le dalie, da quelle dai colori tenui a quelle più scure. Le ortensie, essiccate. Ovviamente, non manca mai qualche ramo di verde.
So simple, so special!
Il mio motto è sempre valido! Semplice ma speciale, e sopratutto armonico!
Ci ritroviamo presto, ancora una volta, A Tavola!
Un caro saluto
Francesca












