Risotto in bianco, semplice, speciale!
È tra i piatti consolatori per eccellenza e con un po' di aroma in più (e una tavola ben apparecchiata) diventa un piatto per giorni di festa!
Si simple, so special, il mio mantra.
Sono ripetitiva? Ma lo sai che quando arriva la bella stagione diventa fondamentale semplificare?
Semplificare e poi rendere speciale, aggiungo.
E allora, iniziamo dal semplificare il lavoro di casa. Un esempio? Stamattina ho cucinato più pietanze: un condimento per la pasta, verdure di campo sbollentate, un brodo di pesce (per eventuale pasta o risotto), una casseruola di baccalà, porri, patate e carciofi, una zuppa di farro con verdure. Totale un’ora e mezza. Tutto messo nei contenitori di vetro, ho i pasti di base pronti per almeno sei giorni perché ho fatto tutto doppio e ho messo in freezer, in mono porzione, il di più.
Successivamente è passata una fatina che ha pulito a fondo la cucina. Io nei prossimi giorni dovrò solo scaldare, al limite cuocere la pasta, ma vuoi mettere non ricominciare sempre da capo? E non sporcare la cucina?
C’è di più: con questo modo di fare non si ricorrere al classico prosciutto-mozzarella-pomodori, sapendo di poter sempre contare su una cena pronta in freezer. E mi rimane anche del tempo per aggiungere emozione, bellezza, ricordi. Ossia rendere so special un piatto o un momento della nostra giornata.
Piccole cose che insieme formano un tutto.
Costa fatica? Sì, all’inizio. Ma è un esercizio, e gli esercizi portano a un allenamento, un’abitudine. Come ad esempio, apparecchiare per la prima colazione. Vuoi mettere la differenza tra un caffè preso al volo, la colazione al bar, rispetto a quel caffè vissuto con calma a casa, insieme a una fetta di pane e buona marmellata? Non c’è bisogno del dolce fatto in casa, ma di una tovaglietta sì!
È un esercizio, quello di elevare il livello di ciò che cuciniamo. Dalla scelta degli ingredienti alla tecnica di cucina che ci aiuta ad avere risultati migliori e più salutari. Diventa so special. E si ricorderà. Un ricordo da conservare.
Un riso in bianco (a patto che la qualità del riso sia quella giusta) è già buono bollito e condito con un po’ di burro e grana (c’è chi lo predilige con olio, ok, questione di preferenze!) ma se cambi la tecnica di cottura e al posto dell’acqua usi del brodo? E se a fine cottura aggiungi delle erbe aromatiche?
Diventa un signor piatto! Adatto anche a un giorno di festa. Come ho fatto io l’altra domenica. Quando sono tornata a casa, dopo il mercato dell’antiquariato (la diretta è sul mio profilo Instagram), come prima cosa ho apparecchiato (perché a rendere speciale un piatto semplicissimo concorre anche quella ceramica e quel bicchiere, quell’atmosfera che creiamo).
Ho messo un set che avevo pensato tanti, ma proprio tanti anni fa, quando avevo acquistato dei bellissimi placemats con figure cinesi. Troppo piccoli per apparecchiare con un piatto regolare, avevo fatto fare delle tovagliette di fiandra blu (oggi forse risultano un po’ datate, ma va bene così!). Ho messo i piatti quadrati, ai tempi erano una gran novità, e i piatti fiondi giapponesi, hanno un decoro diverso diverso dall’altro…
Luca cosa ti va per pranzo? La solita domanda con la solita risposa: quello che vuoi. E il quello che vuoi, lo so bene, durante il fine settimana, è un piatto più ricercato. Una pasta fresca, con un buon sugo (raramente preparo il ragù, sorry nonna che nei giorni di festa ci svegliavi con quel profumo che arrivava fin su, alle nelle nostre stanze!).
In casa avevo un “finto brodo”, ossia dell’acqua aromatizzata con erbe profumate e della cipolla fresca dove il giorno prima avevo cotto un petto di pollo. Avevo ancora un po’ di pomodorini marsalesi, dolcissimi, souvenir di Marsala, dove sono stata la scorsa settimana, e ho pensato di fare un riso in bianco “alla spicciolata”, sbrigativo sì, ma con un gusto in più.
Tecnica di cottura diversa dal riso bollito, dunque tecnica del risotto. E solo a fine cottura una mantecata con olio (quello con cui ho condito i pomodorini). In più, tante erbe aromatiche e un po’ di scorza di limone.
Speciale, davvero. Per la scorza di limone ti rimando indietro, a una newsletter di due anni fa, con elogio a questo prezioso frutto, indispensabile nella mia cucina.
Qui ti do la ricetta per preparare questo risotto, con l’invito a praticare almeno settimanalmente il concetto so simple so special. Che dici?
Se ti va, raccontami la tua esperienza!
Risotto con pomodorini ed erbe aromatiche
300 g di riso Carnaroli (di qualità!)
1200 ml di brodo vegetale o brodo leggero di pollo
300 g di pomodorini
un mazzetto aromatico: maggiorana, timo, erba cipollina
la scorza di un limone non trattato
olio extra vergine d’oliva
sale
60 g di formaggio grattugiato: grana oppure pecorino dolce
Per il brodo: metto in pentola una carota, due coste di sedano e una cipolla, tutto a pezzi. Aggiungo due litri di acqua porto ad ebollizione e faccio cuocere per mezz’ora. Alternativa veloce: taglio a pezzetti le verdure, le faccio rollare in pentola a pressione, senza condimento, mescolando spesso. Intanto avrò messo l’acqua in un bollitore e giunta ad ebollizione, verso sopra le verdure, chiudo con il coperchio e cucino per 10 minuti.
Il brodo può anche essere fatto solo con cipolla fresca, oppure la parte verde del porro, quel che si ha in casa!
Per fare il risotto, inizio tostando il riso, senza condimento. Quando risulta caldo al tatto, inizio a versare il brodo, un mestolo alla volta, e pian piano, mescolando di tanto in tanto, aggiungendo il brodo, porto a cottura il riso.
Intanto, taglio i pomodorini, in quarti. Li condisco con 3 cucchiai di olio, un po’ di sale, erbe aromatiche a piacere, io ho messo maggiorana, erba cipollina e timo, starà benissimo anche il basilico. Immancabile, la scorza di limone, possibilmente a filetti (il riga limoni qui è altamente consigliato!). Mescolo e lascio insaporire.
A fine cottura del riso, mescolo bene con il condimento dei pomodori e il formaggio, infine amalgamando con delicatezza, aggiungo i pomodorini con un po’ di le erbe aromatiche in più.
Lascio riposare per 3-4 minuti e porto in tavola aggiungendo del pepe macinato al momento e delle scorze di limone extra.
Happy cooking!
Con questa buona ricetta ti auguro un buon fine settimana lungo, visto che venerdì è festa. In più….
Ti segnalo che il 10 maggio ci sarà la 4° edizione di “tenuta il mercato della domenica”. Un’evento promosso dalla Fondazione Darefrutto.
Una giornata immersi nella meravigliosa natura della campagna pavese, con la possibilità di conoscere tanti artigiani. E poi, musica, buon cibo e sopratutto convivialità. What else?
Per prenotare il “il pranzo della domenica” sotto il portico, questo il link. per info: eventi@fondazionedarefrutto.it
Io ci sarò! E sarà un occasione per conoscerci e stare insieme!
Se mi segui sui social avrai notato che ultimamente sono spesso in Sicilia. Poche ore a Palermo sono sempre un pieno di bellezza e di bontà (come quelle che puoi assaggiare al chiostro di santa Caterina)
Se per caso sarai lì, avrai tanto da vedere, ma ti segnalo tre posti extra che a mio avviso meritano una sosta!
la mostra a Villa Zito sui gioielli siciliani.
la casa museo della maiolica, le stanze del genio
il museo delle ceramiche Florio da pochi mesi inaugurato, per gli appassionati is really something!






Ultima informazione, abbiamo deciso di rimandare a settembre-ottobre la gita a L’Aquila. Problemi organizzativi e di lavoro. Ma il programma è già fatto, appena avrò le nuove date ti farò sapere. Chi vuole approfittare delle vacanze estive in zona, non esiti a contattarmi, sarò felice di darvi suggerimenti!
A presto!
Francesca









