Questa mattina ho acceso il forno!
C’è che sono cresciuta in un posto di mare dove l’aria settembrina ha un sapore malinconico, la spiaggia si svuota, i “forestieri” partono, c’è silenzio ovunque. Negli ultimi anni ho cominciato ad amare molto più questo periodo rispetto a quello caotico di agosto quando diventa impossibile parcheggiare, o andare a dormire senza la musica che ti entri in casa fino a notte tarda!
Oggi questa bella aria settembrina è accolta da tutti con sollievo e mi ha fatto venire voglia di tornare qui, davanti alla tastiera, a riprendere parole e ricette che ho tenuto da parte per troppo tempo (come poter parlare di cucina con i 40 gradi?)
E oggi festeggiamo anche le prime piogge (almeno in Abruzzo), di cui la terra ha davvero tanto bisogno.
Giorni fa ero in provincia di Teramo con un’amica che ha da poco acquistato un uliveto. Camminare tra gli alberi e osservare le olive ormai prossime alla raccolta mi ha rattristato.
Gli alberi portano i segni della siccità e c’è davvero tanta sofferenza in tutte le piante (avrei tanto voluto raccogliere qualche fico. Niente, non sono neppure cresciuti!).
Ora ci sarebbe bisogno di una pioggia gentile, capace di nutrire la terra senza danneggiare la crescita delle olive, non di quella violenta che arriva tutta insieme e casomai con la grandine..
Speriamo bene!
Forno acceso, ti dicevo.
In realtà io non ho mai smesso di usarlo neppure durante la canicola estiva. Acceso all’alba, ovviamente.
Sono convinta che tenere accesi due o tre fornelli a gas finisca per riscaldare molto di più la cucina, mentre organizzare bene il forno permette di cuocere contemporaneamente più pietanze e quantità importanti, limitandone l’uso a 40-50 minuti, in modalità ventilata.
È un modo diverso di cucinare, certo. Le verdure finiscono in teglia anziché in padella, si ragiona un po’ di più sulla successione delle preparazioni, ma il risultato mi soddisfa molto.
E oggi, proprio dal forno, arrivano alcune idee che secondo me possono accompagnarci bene in questo passaggio verso l’autunno.
La prima sono i cantucci salati.
Li trovo molto versatili: possono accompagnare una prima colazione salata, diventare uno snack di metà mattina, finire nel cestino dell’aperitivo oppure arrivare in tavola insieme a una zuppa.
Hai mai provato?
Se hai il mio libro Appunti d’Inverno, vai alla pagina 30: troverai la ricetta della crema di castagne e porcini accompagnata dai cantucci alle nocciole, perfetti da gustare con un po’ di gorgonzola.
Un’altra ricetta che ti consiglio è una lasagna super facile e veloce con le ultime zucchine di stagione.
E sì, le zucchine hanno una stagione! Nell’orto di mio fratello stanno finendo, se a luglio ne raccoglieva decine al giorno, ultimamente a mala pena due o tre. Tra poco passeremo alle zucche (si spera).
Questa lasagna è particolarmente semplice perché l’unica preparazione un po’ più lunga è proprio la cottura delle zucchine, questione di pochi minuti. Il brodo è un di più, aiuterà a dare sapore, ma se non ne hai, va bene anche acqua leggermente salata!
E la besciamella?
La sostituisco con ricotta insaporita con formaggio grana, basilico o timo e scamorza. Se poi volete assecondare quella vocina che invita alla pigrizia – e ogni tanto bisogna pur ascoltarla – procuratevi del buon pesto genovese, sempre un’ottima risorsa, e utilizzatelo al posto del formaggio e del basilico.
La scamorza, invece, ce la metterei comunque.
250 g di sfoglie per lasagna già pronte
800 g di zucchine di media dimensione, affettate sottilmente
2 spicchi d’aglio
500 g di ricotta
latte, se necessario
100 g di pesto genovese
300 g di scamorza tritata o grattugiata
350 ml di brodo vegetale*
olio extra vergine d’oliva
poco burro
sale
pepe bianco
Scaldare il forno a 200°C.
Imburrare per bene due teglie oppure una teglia grande e tenere in frigorifero.
Scaldare una padella capiente con 4 cucchiai di olio e gli spicchi d’aglio. Unire le zucchine appena affettate e cuocerle a fiamma alta, mescolando spesso, salare.
Mescolare la ricotta con qualche cucchiaio di latte per renderla morbida. Salare (poco) e pepare.
Assemblare la lasagna: alla base disporre una sfoglia, quindi 2 cucchiai di ricotta, e cucchiaini di pesto, delle zucchine e un bel cucchiaio di scamorza grattugiata. Proseguire così, facendo 6-7 strati e terminare con una sfoglia. Bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta. Versare il brodo.
Imburrare l’interno di un foglio di alluminio con cui coprire la teglia.
Cuocere in forno caldo per 20 minuti circa, togliere il foglio di alluminio e proseguire la cottura fino a doratura, circa 10 minuti.
*Il brodo vegetale può essere realizzato mettendo in 1/2 acqua fredda gli scarti delle zucchine, una cipolla e una crosta di formaggio se disponibile. Portare a ebollizione e fare sobbollire per 20 minuti. In pratica, il tempo di preparare gli ingredienti e il brodo sarà pronto!
Un’altra preparazione da forno che trovo molto risolutiva sono i panini veloci che trovi on line sul mio sitohttps://www.francescadorazio.com/appunti-di-cucina/panini-veloci-con-uova-in-camicia-e-spinaci. E sul libro Appunti d’Inverno a pg 84.
Con un uovo e della verdura diventano facilmente un pasto completo e diverso dal solito. Una di quelle ricette che vale la pena avere a portata di mano quando non si sa bene cosa portare in tavola.
Infine, la pizza con i peperoni e le alici.
Sapori forti, lo so. Ma per noi hanno il gusto delle feste di settembre di Lanciano, la cittadina che per tre giorni si anima di festeggiamenti notturni, cibi tipici e tra questi, il sedano e soprattutto la pizza con i peperoni: gli snack notturni per eccellenza.
Non partecipiamo a quelle feste da diversi anni ormai, ma certi ricordi non hanno bisogno di essere rinnovati ogni anno, no? Restano lì, pronti a riaffiorare attraverso un sapore, una ricetta.
E così quella pizza è la richiesta puntuale di mio marito a metà settembre.
Sempre buonissima, nelle due versioni: uno strato di pasta pane su cui disporre peperoni già cotti in padella e dei filetti di alici, oppure una torta rustica (pasta “matta”, preparata con 300 g farina 0,150 ml di acqua, 50 ml di olio e un pizzico di sale) farcita con peperoni e alici.
Per finire, un dolce con i fichi – se li trovate! – che naturalmente possono essere sostituiti da altra frutta. Le pesche, ad esempio, sono perfette.
La ricetta l’ho già condivisa in un post su Instagram (per comodità la metto di nuovo) ma qui voglio soffermarmi su un dettaglio che mi piace molto quando si parla di cucina: quanto possa cambiare una preparazione semplicemente modificando la consistenza di un ingrediente.
In questo caso, le mandorle.
Più sono tritate finemente, fino a diventare una vera e propria farina di mandorle, più la consistenza della torta risulta compatta.
Quando ho preparato questa torta ho tritato le mandorle con un piccolo frullatore che non è riuscito a lavorarle finemente. Il risultato è stato diverso.
Il sapore era lo stesso, ma la consistenza cambiava completamente la percezione del dolce.
Comunque sia, è una torta morbida, buonissima.
Senza glutine e senza latticini.
3 uova
40 g di zucchero
100 g di mandorle
1 limone
160 g di marmellata d’arance
sale
3-4 fichi e qualche altro per guarnire
Scaldo il forno a 190°C.
In una ciotola sbatto 3 uova con 40 g di zucchero e le monto utilizzando le fruste elettriche, fino a vederle bianche e spumose.
Aggiungo la buccia di limone grattugiata, quindi le mandorle tritate, la marmellata e un pizzico di sale.
Mescolo, con delicatezza, per non smontare troppo il composto.
Imburro bene uno stampo da torta di 20 cm. Verso il composto. Dispongo i fichi, tagliati a spicchi.
Cottura in forno caldo per 8 minuti, abbasso la temperatura a 170°C e proseguo fino a quando, inserendo uno spiedino uscirà pulito, 30 minuti circa.
Cottura in forno caldo per 8 minuti, abbasso la temperatura a 170°C e proseguo fino a quando, inserendo uno spiedino uscirà pulito, 30 minuti circa.
(Per lo stampo rettangolare che ho usato 26x10cm occorre doppia dose)
Il mio consiglio?
Prepara una doppia dose!
È una torta molto gradevole al mattino, con un caffè nero, amaro e bollente. A fine pasto, invece, accompagnata da uno zabaione o da un gelato alla crema – ma anche al cioccolato, se preferisci – diventa un dessert perfetto.
Ah dimenticavo, c’è la marmellata tra gli ingredienti.
È il mio escamotage per ritrovare il sapore degli agrumi anche quando non sono disponibili freschi. Ma attenzione: ogni marmellata ha una consistenza diversa e, se è troppo liquida, può modificare il risultato dell’impasto.
In quel caso è meglio utilizzare la farina di mandorle.
Insomma, il forno è stato acceso.
Mi piace l’idea di tornare lentamente alle nostre abitudini, aspettare la pioggia, preparare qualcosa di buono.
Con queste belle idee ti mando un caro saluto e ti aspetto, come sempre, a breve su queste pagine.
Francesca

















